CONTEMPLARE GESÙ, VOLTO DELLA MISERICORDIA

CONTEMPLARE GESÙ, VOLTO DELLA MISERICORDIA

"Quando venne la pienezza del tempo, Dio mandò il suo figlio, nato da donna, nato sotto la Legge, per riscattare quelli che erano sotto la Legge, perché ricevessimo l'adozione a figli" (Gal 4, 4-5)

 

Fin dall'Antico Testamento due sono gli attributi che manifestano l'intimo essere di Dio: la santità e la misericordia. Dio è santo e misericordioso. Dire che Dio è santo è affermare la sua trascendenza e la sua perfezione assoluta. Dire che Dio è misericordioso  è affermare la sua bontà e tenerezza, che manifesta con l'amore di un padre e di una madre nello stesso tempo.

Nel testo che prendiamo come "impegno di vita", in questo mese, mentre è già iniziato il Giubileo della misericordia, Paolo nella lettera ai Galati descrive l'evento degli eventi nella storia dell'umanità: il Padre manda il Figlio che si fa uno di noi perché anche noi possiamo essere figli. La misericordia in Gesù raggiunge il suo apice di manifestazione al mondo. In lui vediamo il volto della misericordia. Solo con Gesù capiamo che Dio non è nient'altro che Amore. Nient'altro che misericordia. Papa Francesco sulla scia dei mistici si spinge a dire che Dio non può essere altro che questo: Amore, in fedeltà a sé stesso, alla sua intima natura di Padre amoroso. Così dice nell'omelia a Santa Marta del 29 ottobre 2015: “Dio non può non amare! E questa è la nostra sicurezza. Io posso rifiutare quell’amore, posso rifiutare come ha rifiutato il buon ladrone, fino alla fine della sua vita. Ma lì lo aspettava quell’amore. Il più cattivo, il più bestemmiatore è amato da Dio con una tenerezza di padre, di papà. E come dice Paolo, come dice il Vangelo, come dice Gesù: ‘Come una chioccia con i pulcini’. E Dio il Potente, il Creatore può fare tutto: Dio piange! In questo pianto di Gesù su Gerusalemme, in quelle lacrime, è tutto l’amore di Dio. Dio piange per me, quando io mi allontano; Dio piange per ognuno di noi; Dio piange per quelli malvagi, che fanno tante cose brutte, tanto male all’umanità… Aspetta, non condanna, piange. Perché? Perché ama!”.

Come sempre il modo di parlare di Papa Francesco assomiglia tanto a quello del nostro don Ottorino, che come gli altri i santi mette a disposizione il suo carisma perché tutti possano comprendere l'amore di Dio guardando il suo Figlio Gesù. L'affermazione: "Esisto per un atto eterno di amore e di volontà di Dio" (Don Ottorno 1959) è un punto chiave della sua e nostra spiritualità. Diceva: "Figlioli miei, vi rendete conto che noi siamo amati individualmente da Dio?" (Meditazione 13 dicembre 1966).  E ancora: "Il Signore Gesù ci vede, ci conosce uno ad uno, partecipa alle nostre gioie e ai nostri dolori. È consolante, figlioli miei, sapere che Gesù partecipa, conosce tutti noi. È meraviglioso pensare a questo!" (Meditazione 20 agosto 1966).

Come vivere, allora, la Parola dell'Impegno di Vita di questo mese?

Esercitarci a guardare il volto di Gesù in ogni avvenimento positivo o negativo che viviamo. Lui ci fa capire che Dio sempre e in ogni caso ci sta amando. 

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