E SE…INVECE….?

Secondo il Vangelo del Figlio prodigo

 

1. Se Caino invece di uccidere suo fratello per invidia, felice, perché il Signore aveva preferito il dono del fratello più debole e fragile di lui, l’avesse invitato a prendere una pizza insieme, lodando Dio per la sua bontà…?

2. Se il servo dell’unico talento, invece di accusare il padrone come esoso, piangendo, avesse ammesso la sua negligenza, offrendosi a servire gli altri servi più generosi di lui, incurante dei sorrisini dei più bravi, premiati e promossi, pieni di beni, ma senza affetto e misericordia…? Da che parte sarebbe il Paradiso?

3. Se i lavoratori delle prime ore del mattino, invece di lamentarsi avessero organizzato una festa di ballo con gli ultimi, invitando anche il padrone della vigna, riconoscenti per la sua magnanimità…

4. Se nel pranzo di festa per i poveri di strada, quello trovato senza veste nuziale, forse perché, data la confusione, voleva anche lui approfittare di mangiare qualcosa, senza neanche conoscere il motivo della festa, invece di tradire il proprio interesse di profittatore, avesse riconosciuto la magnanimità del re, gli si fosse prostrato davanti chiedendo con umiltà quello che gli altri avevano ricevuto senza domandare…cosa sarebbe successo?

E se gli invitati con quelle goffe vesti nuziali, portate sopra i loro stracci cenciosi, invece di accoglierlo, avessero fatto osservazione al re per la sua misericordia, qualora lo avesse portato vicino a sé, ultimo diventato primo, in una festa tutta donata, e avesse riservato attenzioni particolari, proprio a lui, intruso dell’ultima ora… e non paghi, una volta terminata la festa, l’avessero aspettato fuori e riempito di  botte pieni di invidia e di gelosia?  Da che parte sarebbe il Paradiso?

….    ….   ….   ….   ….  

E se invece una volta buttato fuori, passati i primi momenti di ribellione, sentendosi perduto, si fosse fermato, nell’ombra, sotto il portico della casa e, come Lazzaro, avesse ascoltato i canti e le danze delle nozze con nostalgia, rammaricandosi di non essersi presentato come si deve? E quel cane che gli si avvicinò, dapprima sospettoso e poi amichevole tanto da lasciarsi accarezzare? Strano davvero… 

Si dice che gli venne da piangere e col pianto sfogò le sue contrastanti emozioni, donandogli una calma interiore che conciliò il sonno. Col cane accovacciato accanto si addormentò senza darsi conto che la festa con l’alba era finita. Nessuno si era accorto di lui. Fu svegliato da una mano che gli aveva dato una scrollatina alle spalle. Il re il persona lo stava svegliando. Quando si rese conto che era proprio lui, impacciatissimo tentò di scusarsi… ma il re lo precedette domandandogli:

-       Che cosa fai qui? Lo disse non come rimprovero ma con dolcezza…

-       Avevo fame, e poi quando mi hai cacciato fuori, mi sono disperato e non potendone più  mi sono seduto spalle al muro per sentire la gioia della festa.

-       Vorresti stare qui con me a tenere in ordine la fattoria?

Il pover’uomo non sapeva cosa dire… Il re prese il suo imbarazzo per un assenso gli indicò gli strumenti di lavoro e se ne andò…

Riavutosi dalla meraviglia, il poveraccio tentò di fare qualcosa…Non abituato al lavoro, faceva del suo meglio…

Ma la sua meraviglia arrivò al colmo quando sul mezzogiorno fu invitato a pranzare con il re… e così ogni giorno e ogni sera… col tempo si abituò a questa fortuna…una fortuna costante che lo rendeva sereno e familiare del re.

Degli altri non si seppe più nulla… Mangiato e bevuto per bene, ritennero le nozze come un sogno da raccontare nella loro miseria, a differenza dell’altro che viveva della fortuna di essere trattato come un figlio.

Che sia questa la grazia?

E se passando gli anni, invecchiando, avesse cominciato ad uscire e ubriacarsi… e alla sera cominciare a tornare tardi…Cosa farebbe il re? Avrebbe chiamato suo  figlio e avrebbero trattato la questione. Il re, certo, sarebbe stato del parere di allontanarlo. Ma rimase felice  che invece il figlio  gli avesse fatto notare che se lo avessero abbandonato sarebbe morto di stenti e pensando a quello che già il padre fece per lui, si sarebbe impegnato di andare a riportarlo a casa ogni qualvolta si fosse attardato troppo.

 Ogni mattino seguente il servo piangeva per l’errore fatto, chiedeva perfino di essere legato o rinchiuso. Ma non lo fecero mai… Il figlio affrontava ogni sera l’ambiente delle cantine della città, tra i sorrisi ironici degli altri poveracci, che sembravano dirgli: - bell’affare hai fatto prendendoti in casa quello straccio di uomo…lo dicevamo noi…!?- E continuò ad accompagnarlo a casa. A chi gli chiedeva quante volte l'avrebbe fatto, fino a sette volte? Rispondeva fino a settanta volte sette!

Alla fine lo assistette accanto al suo pagliericcio nell’ultimo respiro della sua vita…

E la casa sembrò più vuota per tutti…

Anche un povero disgraziato può riempire di vero paradiso una vita.

5. Nel pranzo con il fariseo il paradiso era tutto dalla parte della peccatrice, come dalla parte  dell’adultera, come dalla parte del ladrone crocefisso con il Signore.

6. Se Giuda invece di disperarsi fosse corso da Maria, e avesse pianto tutta la vita; come si dice, abbia fatto Pietro, tanto da avere due piccole fosse sul viso provocate dalle copiose lacrime versate per avere tradito il Signore…

7.E se Gesù invece che morire come vittima fosse sceso dalla croce e avesse incenerito i suoi nemici...?  Come cristiani come mai abbiamo scelto molto spesso questa via?

Come mai ci siamo armati, giudichiamo, emarginiamo, non accogliamo…

E la cananea che aveva più fede degli osservanti ebrei, il centurione pagano che aveva dimostrato più fede di tutto Israele, il pubblicano che diventa figlio di Abramo più degli altri, la peccatrice che ama di più dei farisei, che giudicavano lei e Gesù, il ladrone che va subito in Paradiso…? Che fine faranno? Hanno la sola speranza della morte e della risurrezione di Gesù…e non è poco…per fortuna…

don Matteo Pinton

Ultima modifica il Giovedì, 13 Agosto 2015 14:35

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