La scala d'amore che unisce Dio a gli uomini

Gv 11, 1-45 – V domenica di Quaresima "A"

Commento per lavoratori cristiani

 

Lo sguardo di Gesù incrocia quello dei suoi discepoli, davanti alla notizia della malattia dell’amico. E invita già da subito tutti i discepoli di ogni tempo, noi compresi, ad aprire gli occhi, a lasciarci abbagliare dalla Luce:

‘Se uno cammina di giorno, non inciampa, perché vede la luce di questo mondo’ (v. 9). C’è da cambiare la prospettiva: Gesù annuncia la rivelazione del bagliore della Vita, ma lo vedrà solo chi accetta di togliersi la benda della superbia e di riconoscersi cieco senza di Lui.

Gesù incontra poi gli occhi delle sorelle di Lazzaro. Marta corre da Lui spontaneamente, con la stessa foga di Pietro e Giovanni verso il sepolcro che sentiranno annunciare ormai vuoto (cfr. Gv 20,3-4). Maria, invece, ha bisogno che la voce e lo sguardo del Maestro la cerchi, come sposa ferita e seduta nella tristezza della morte: Maria è la prima ad alzarsi, a risorgere, per il richiamo dell’Amato. Tanto che chi sta intorno la vedono alzarsi, e non capiscono il senso della sua risurrezione. Perché ‘se non credono a Mosè e ai profeti, nemmeno se uno risorgerà dai morti crederanno’ (Lc 16,31).

E tra l’incredulità dei giudei, dei tanti scettici che ci circondano nel mondo anche oggi, Gesù vede le lacrime di chi ama. Tutte le sofferenze dei cuori sono racchiuse nel pianto a dirotto di Maria, donna amata e perdonata. Anche Gesù, a questo punto, entra nell’intima solidarietà con lo strazio della nostra condizione ferita. E i suoi occhi si lavano di lacrime battesimali. Lo stesso flusso di Vita che uscirà dal Suo costato aperto, oggi bagna gli occhi spalancati ad accogliere lo smarrimento del mondo.

É a questo punto, quando lo sguardo di Marta ancora non riesce ad uscire totalmente dalla nebbia dell’incertezza e della razionalità, che il vangelo ci regala lo sguardo decisivo di Gesù, l’attimo che spalanca alla storia la definitiva vittoria della vita sulla morte. Egli infatti ‘alzò gli occhi’ (v. 41) e incrociò gli occhi del Padre. Lo sguardo di Gesù sale al Cielo, ricolmo di tenerissima fiducia, marcato dall’incrollabile certezza che Dio c’è e che mai abbandona la propria creatura. Tra Cielo e terra si spalanca una porta che resterà definitivamente aperta dopo la resurrezione di Gesù. Una scala d’amore unisce Dio all’uomo, e mentre gli angeli la percorrono salendo e scendendo, l’unione tra divino e umano si consolida per sempre. É lo sguardo di misericordia del Padre, che ha ascoltato la preghiera del Figlio, a liberare i suoi figli di adozione dalle catene della morte. Lo stesso sguardo che liberò Israele dall’Egitto ora toglie un uomo alla puzza del peccato, figura dello sguardo che scioglie le bende del male dai cuori dei penitenti.

Stupore e gioia: la gloria di Dio si vede, e la gloria di Dio è che l’uomo viva, che il povero viva. Invece di morire, chi vede Dio ora vive… e se muore, muore di amore! Oggi Gesù ci confida il segreto per camminare nella luce della vita ogni giorno, in ogni condizione, anche nell’apparente assurdità della morte. Il segreto sono gli occhi: che siano purificati da lacrime di commozione e solidarietà, e che siano elevati fiduciosi verso il Cielo, in un figliale e consapevole abbandono alla cura del Padre.

Dio c’è, e non si lascia vincere nell’amore.

Padre  Luca Garbinetto

Pia Società San Gaetano

 

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Ultima modifica il Martedì, 15 Aprile 2014 09:42

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