Credi nella Resurrezione?

Gv 11, 1-45 – V domenica di Quaresima "A"

Commento per lavoratori cristiani

 

Il racconto della resurrezione di Lazzaro mostra Gesù, acqua che disseta, luce che illumina, penetrare come vita traboccante nella profondità del mistero dell’uomo.

É annuncio e anticipo della resurrezione piena e definitiva, è figura della Sua Pasqua e della nostra sorte finale: siamo fatti per la Vita! Gesù c’è, lì dove la fragilità del nostro sguardo vacilla nell’incertezza e non comprende come possa esserci ancora un Dio e una vita dentro l’apparente nulla, oltre la sconfitta e la tragedia della morte. Gesù c’è, e lì con Lui c’è Dio. Perché Gesù è Dio. ‘Credi tu questo?’ (v. 26). La domanda penetra l’anima squarciata di Marta e trova dimora nella sua sete di risposte. La domanda affonda le sue radici e consola il volto piangente; poi torna a galla, perché di nuovo la testa e la ragione, troppo schiave dell’evidenza di un cadavere puzzolente, sembrano non sopportare la maestosità del mistero. ‘Credi tu questo?’: credi che non è la materia che possiede tutta la verità (ma solo la nasconde e custodisce imperfetta), che non è l’apparenza la sintesi dell’umanità, che non è abbastanza fermarsi all’esteriorità per comprendere la vita? Credi che questa vita è ricolma di altra Vita, che vuole vivere abbondante nelle pieghe della tua storia, delle tue ferite, dei tuoi lutti e delle tue sconfitte? Credi che proprio il solco scavato è lo spazio prediletto dal seme morente per germogliare a nuova vita? Solo chi si lascia penetrare da questa domanda, che lacera come ‘spada a doppio taglio’ (Eb 4,12), può accogliere la gioia della resurrezione. La Parola è la domanda. E Gesù è la Parola, il Verbo fatto carne. Nella sua carne cogliamo gli elementi di questo percorso di resurrezione, che ci avvolge e sommerge a partire dall’acqua del nostro battesimo. Nella sua carne, Gesù rivela la potenza dell’amore che risuscita. In particolare nel suo sguardo, nei suoi occhi. Il brano di Giovanni, oltre che un dialogo di parole e orecchi, è un dialogo di sguardi e di vedere. Vedere, per Giovanni, è il verbo della fede. Gesù insegna a guardare con occhi di fede. E sono occhi purificati dalle lacrime.

Padre  Luca Garbinetto

Pia Società San Gaetano

Aspetta ti potrebbe interessare anche...

Ultima modifica il Martedì, 15 Aprile 2014 09:41

Lascia un commento

Assicurati di inserire (*) le informazioni necessarie ove indicato.
Codice HTML non è permesso.

Go to top