Chiedendo:”PERMESSO???!"

Siamo appena arrivati in Mozambico, Giuseppe e Michele, accolti fraternamente nella missione “ San Leonardo” a Mossurize da Vito, Mariano e Piergiorgio.

Quando siamo invitati a casa da una famiglia di amici, il primo sentimento é di essere benvoluti e si accetta volentieri l´invito. però, all´entrata della casa si chiede permesso, con un sentimento di fiducia,  ma anche di un profondo rispetto. Sono questi, fiducia e rispetto, i due sentimenti che ci accompagnano entrando in Mozambico. Prima di tutto, fiducia,  sopratutto nel Signore, perché in fondo la casa é sua ed é stato anzitutto Lui a invitarci attraverso la Congregazione e i fratelli che qui ci hanno accolti; fiducia anche in questo popolo di fratelli, molti dei quali, sapendo che stavamo arrivando ci hanno detto con un sorriso: “ Benvenuti in Mozambico!!”. E poi, un sentimento di profondo rispetto per la famiglia mozambicana, questo popolo e questa realtà sociale, culturale e religiosa molto diversa dalla nostra. Sia chiaro!!! Diversa non vuol dire, né migliore, né peggiore, ma soltanto differente; quindi, di fatto, é l´incontro di due realtà diverse tra loro, ma quelli che stanno entrando nella casa degli altri siamo noi!! Per questo sentiamo un profondo rispetto per una realtà  che non conosciamo mentre per loro é molto cara e familiare. É per questo motivo che chiediamo:” Permesso??”.Con questo spirito, con Piergiorgio come accom­pa­gnante, abbiamo partecipato ad alcuni giorni di “inculturazione”, per conoscere questa realtà e poterla servire nella Spirito del Regno e nel dovuto rispetto della sua cultura. Eravamo in 11 missionari principianti, di differenti congregazioni e di 6 nazionalità, uniti dallo stesso spirito fraterno e desiderosi di entrare in Mozambico e nella sua Chiesa come “servi” e non “ da padroni”..Temi come “ storia de Mozambico”, “ storia della chiesa in Mozambico”, cultura, religiosità popolare e tradizioni africane, attuale situazione politica e ecclesiale, sono stati presentati da diversi sacerdoti mozambicani e missionari di lunga esperienza, oltre che da laici e catechisti conoscitori delle realtà locali, e ci hanno aiutato a percepire valori profondi sia culturali come spiritual che si nascondono in pratiche per noi strane e che invece riflettono una semente del Verbo, ossia il modo come questo popolo ha accolto e vive la Presenza di  Dio con la sua sapienza e il suo amore. Certamente, per tutte le realtà umane, anche per le nostre, serve la luce del Vangelo per discernere il grano dalla zizzania, come sta cercando di fare questa chiesa. Quindi l´incontro di due realtà umane, sociali e ecclesiali diventa stimolo e ricchezza reciproche nel dialogo, nell´accoglienza e nel dono. Due momenti sono stati particolarmente significativi e emozionanti. La tragédia delle persone malate di AIDS-SIDA che nel Mozambico raggiungono percentuali impressionanti. Per capire la situazione dicono che non c’è una famiglia che non sia toccata direttamente o indirettamente da questo problema. Grazie a Dio, molto é stato fatto e si sta facendo da molte entità filantropiche e dalla chiesa per coscientizzare, prevenire e assistere quelli  già contaminati. La chiesa cerca di educare all´amore cristiano promovendo i valori positivi della sessualità e della famiglia secondo il progetto di Dio. Secondo momento emozionante é stato l´incontro con l´arcivescovo emérito di Beira, Mons. Jaime, che é stato protagonista dell´accordo di pace in Mozambico tra i due gruppi rivoluzionari FRELIMO e RENAMO firmato a Roma nel 1992. Praticamente, dalla indipendenza nel 1975, sono stati quasi 20 anni di guerra che si seguivano a quelli di lotta per l´indipendenza. Certamente senza la mediazione della Chiesa questa Pace non sarebbe stata possibile. Purtroppo il paese é ancora lontano da una vera pace e il cammino della riconciliazione ancora aperto. Alla fine del corso, breve, ma intenso, ci siamo sentiti tutti più umili  davanti a una realtà che ci provoca a un atteggiamento di ascolto e desiderosi di approfondire i temi trattati. Come ci dicevano i vescovi di Beira e di Chimoio, in un incontro informale, ci proponiamo tre attenzioni speciali: Vedere , ascoltare, domandare, senza giudicare; aiutare i mozambicani a essere se stessi e non imporre la nostra cultura; e sopratutto trattare le persone con rispetto, senza alzare la você, perché altrimenti saremmo come gli altri padroni e avremo perso la mostra autorevolezza.

Giuseppe e Michele e Piergiorgio

Ultima modifica il Martedì, 15 Aprile 2014 09:16

1 commento

  • suor Roselma maria Sartore

    inviato da suor Roselma maria Sartore

    Giovedì, 10 Luglio 2014 15:23

    Per me che non conosco niente del Mozambico , è stata una lettura interessante ...Sono felice che mio fratello , Don Michele, abbia fatto questo corso ...

    vi ricordo tutti nelle mie preghiere
    suor Roselma

    Rapporto

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