Articoli filtrati per data: Luglio 2018

«Pieno di gioia, vende tutti i suoi averi»

Matteo 13,44

Con la parabola del tesoro nascosto nel campo Gesù racconta una storia semplice e breve, che potrebbe succedere nella vita di ciascuno di noi. Siccome Lui non la spiega, ci invita a meditarla e a condividere con gli altri ciò che questa storia circa il Regno suscita in noi. Guardando il testo, possiamo condividere qualche punto: il primo è che il tesoro, il Regno, già è presente nel campo, già è presente nella vita. Però è nascosto e possiamo passare oltre senza accorgercene. Può succedere che non ci accorgiamo dei molti doni, che riceviamo durante la nostra vita, vivere distratti senza accorgerci di ciò che Dio ci regala, reclamando con tristezza ciò che ci manca.

In secondo luogo, l’uomo che trovò il tesoro, lo fece per puro caso. No si aspettava di trovarlo, giacché non lo stava cercando. Però, scoprendo che si tratta de un tesoro molto importante, che fa? Fa tutto ciò che qualsiasi persona farebbe per appropriarsi del tesoro. Pieno di gioia, vende tutto ciò che possiede e compra il campo. Così, insieme con il campo, compra anche il tesoro, il Regno. La condizione è vendere tutto.
Quale tesoro è così importante da vendere tutto ciò che si possiede? Che scoperta può produrre una gioia così grande? Non c’è dubbio che ciò che l’uomo ha trovato possiede un valore incalcolabile. Chi ha trovato Dio e il suo Regno, può rinunciare a tutto, e questa sarebbe la migliore decisione da prendere. Affinché Dio e il suo Regno siano parte della nostra vita, dobbiamo spogliarci di tutto, specialmente di quello che non siamo e di quanto imprigiona il nostro cuore. Se svuotiamo il cuore di noi stessi, potrà essere occupato da Dio. Allora, che cosa dobbiamo lasciare affinché il sogno di Dio su di noi diventi realtà?
Come ultima osservazione, ciò che predomina in questa storia è la gratuità. Si trova il tesoro per caso, oltre le nostre programmazioni. Il Regno succede. E, se succede, noi dobbiamo tirare le conseguenze e non permettere che questo momento di grazia passi senza dar frutto.
Don Ottorino ci ricorda che ciascuno di noi è un sogno meraviglioso di Dio e che siamo chiamati a mettere in gioco i nostri doni e talenti per poter essere felici e amare. È una chiamata gratuita di Dio, alla quale dobbiamo rispondere liberamente, con gioia, con generosità, con abbandono. Bisogna “vendere tutto” per essere uomini e donne di Dio, apostoli di qualità, che hanno trovato il Regno e lo annunciano con gioia ai loro fratelli.


• Come vivere, allora, la Parola dell’Impegno di vita di questo mese?

Rinnovare la fede, la donazione a Dio e all’annuncio del suo Vangelo, portando nell’ambiente in cui viviamo la gioia de essere cristiani.

 

• Don Ottorino

LA QUALITÀ DEGLI APOSTOLI CAMBIA IL MONDO

Fin dall'eternità Dio ha pensato a te e ti ha creato nel tempo per affidarti un compito che rientra nel piano meraviglioso universale di Dio. Al tuo posto tu ti troverai nelle condizioni ideali per trafficare i talenti ricevuti dal Creatore e per sviluppare in pieno la tua personalità. Sei un volontario di Dio. Non importa se Dio ti farà seminare o raccogliere; se ti darà salute o malattia; se sarai compreso o incompreso nel tuo lavoro apostolico; se sarai lodato o deriso o compatito o maltrattato da chi meno lo dovrebbe fare. Ricordatelo bene: tutto questo non interessa. Sei libero di scegliere. Dio vuole volontari e non forzati, sorridenti e non musoni, generosi e non egoisti, soldati in attenti e non pensionati. (Lettera 372)Teniamo duro sulla strada che Dio ci ha indicata. Solo queste cartucce potranno colpire l’obiettivo. Troppa sociologia, troppa organizzazione, troppe chiacchiere e troppa poca fede si riscontra tra quelli che dovrebbero essere gli uomini di Dio. Non sarà il numero degli apostoli a cambiare il mondo, ma la qualità degli apostoli. (Lettera 402)

Pubblicato in Impegno di Vita

Meditazioni 2018

 

 

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