LA MESSE È PRONTA, CERCA OPERAI

“Quando l'ha trovata, pieno di gioia se la carica sulle spalle” - Luca 15,5

Conosciamo tutti l’immagine del Buon Pastore che si carica sulle spalle la pecorella smarrita. Il racconto vede da una parte i peccatori che si avvicinano a Gesù per ascoltarlo e dall’altra parte i dottori della legge, gli scribi sospettosi che si discostano da Lui per questo suo comportamento. Una domanda introduce la parabola: «Chi di voi, se ha cento pecore e ne perde una, non lascia le novantanove nel deserto e va in cerca di quella perduta, finché non la trova?» (v. 4). Si tratta di un paradosso che induce a dubitare dell’agire del pastore: è saggio abbandonare le novantanove per una pecora sola? E per di più non al sicuro di un ovile ma nel deserto? Cosa possono fare novantanove pecore indifese? Il paradosso comunque continua dicendo che il pastore «quando l'ha trovata, pieno di gioia se la carica sulle spalle, va a casa, chiama gli amici e i vicini e dice loro: Rallegratevi con me» (vv. 5-6). L’insegnamento che Gesù vuole darci è piuttosto che nessuna pecora può andare perduta. Il Signore non può rassegnarsi al fatto che anche una sola persona possa perdersi. L’agire di Dio è quello di chi va in cerca dei figli perduti per poi fare festa e gioire con tutti per il loro ritrovamento. Si tratta di un desiderio irrefrenabile: neppure novantanove pecore possono fermare il pastore e tenerlo chiuso nell’ovile. La parola dell’Impegno di Vita di questo mese ci aiuta a riflettere perché nella comunità cristiana o nel nostro gruppo può essere che qualcuno manchi oppure se ne sia andato lasciando il posto vuoto. A volte questo è scoraggiante e ci porta a credere che sia una perdita inevitabile. È allora che corriamo il pericolo di rinchiuderci dentro un ovile. Al contrario bisogna uscire e non chiudersi in sé stessi, nelle piccole comunità, nella parrocchia... Nella visione di Gesù non ci sono pecore definitivamente perdute, ma solo pecore che vanno ritrovate. Questo dobbiamo capirlo bene: per Dio nessuno è definitivamente perduto. La prospettiva pertanto è tutta dinamica, aperta, stimolante e creativa. Ci spinge ad uscire in ricerca per intraprendere un cammino di fraternità. Nessuna distanza può tenere lontano il pastore; e nessun gregge può rinunciare a un fratello. Trovare chi si è perduto è la gioia del pastore e di Dio, ma è anche la gioia di tutto il gregge! Siamo tutti noi pecore ritrovate e raccolte dalla misericordia del Signore, chiamati a raccogliere insieme a Lui tutto il gregge!

Come vivere, allora, la Parola dell’Impegno di vita di questo mese?

Far un esame di coscienza, riconoscendosi peccatori amati da Dio, inviati ad annunziare il suo amore a tutti. E rinnovare il nostro sì a questa missione.

 

Don Ottorino

Vocazioni per accompagnare chi cerca Dio

Dalla mia finestra ho visto un giovanotto che si allenava alla corsa, era tutto sudato, ma non desisteva. Siamo altrettanto preoccupati noi ad allenarci alla corsa che attende ogni apostolo di Cristo? Siamo realmente preoccupati di avere una fede che non si spenga quando il corpo è sfinito? Ci siamo allenati a cercare, a desiderare o almeno ad accettare con pazienza e con amore quello che ci sembra duro, ingiusto e illogico?  Un giovane che non sa correre in bicicletta nel cortile della casa, non saprà mai correre velocemente salendo e scendendo da Asiago. Ora se un giovane non sa essere paziente, umile, comprensivo ecc. nel cortile della casa, non si illuda di cercare altre strade. La strada è una sola: "Rinnega te stesso... prendi la tua croce e seguimi". Come si sente attuale la voce del Cristo: "La messe è molta"! Come si sente di pregare per le vocazioni guardando le povere anime che cercano Dio. Non tutto però è roseo. Le difficoltà ci sono. Bisogna essere uomini e soprattutto cristiani e considerare tutto alla luce di Dio e dell'eternità. La messe è pronta... cerca gli operai.

(Lettera 393, 20 marzo 1972)

 

SFORZIAMOCI DI RENDERCI DEGNI DI TANTO DONO

NON SARÀ IL NUMERO DEGLI APOSTOLI A CAMBIARE IL MONDO, MA LA LORO QUALITÀ

MATURARE UNA SANA UMILTÀ

LA NOSTRA MISSIONE È DA DIO AI FRATELLI PER PORTARLI A DIO

AIUTACI A GUARDARE IL MONDO CON OCCHI SAPIENTI

LA SOBRIETÀ È LIBERANTE

Aspettava da me qualche cosa: un sorriso. Glielo diedi.

UN RITORNO ALLA SEMPLICITÀ

PERDONA, SOPPORTA, COMPRENDI, AIUTA E PER TUTTI ABBI UN SORRISO

NON PRETENDETE DI AVERE PER FRATELLI DEGLI ANGELI

LA CORREZIONE FRATERNA È ATTO DI CORAGGIO, AMORE E APOSTOLATO

UNITI TRA VOI COL CRISTO PRESENTE SARETE UNA POTENZA

ABBIAMO UNA GRAZIA GRANDE: QUELLA DELLA COMUNITÀ

Non posso realizzare una santità individuale! Dobbiamo farci santi insieme.

Vorrei pregarvi in nome della Madonna: state uniti insieme!

Tenendo fisso lo sguardo su Gesù

ABBIAMO BISOGNO DI UN CLIMA DI FAMIGLIA

TUTTI RESPONSABILI DELLA SPIRITUALITÀ DELLA FAMIGLIA

IL SEGRETO PER CONSERVARE LO SPIRITO DELLA FAMIGLIA È L’IMPEGNO DI VITA

CANTARE CON MARIA LA MISERICORDIA DEL PADRE

AFFIDARE CHIESA, UMANITÀ E COSMO ALLA SIGNORIA DI CRISTO

INTRODURRE TUTTI NEL GRANDE MISTERO DELLA MISERICORDIA

SCOPRIRE CRISTO NEL POVERO

APRIRE IL CUORE A CHI VIVE NELLE PERIFERIE ESISTENZIALI

Essere pellegrini della misericordia

VIVERE E ANNUNCIARE LA MISERICORDIA

ESSERE UNA CHIESA AVVOLTA DALLA TENEREZZA

MISERICORDIOSI COME IL PADRE

LA MEDICINA DELLA MISERICORDIA

TENERE FISSO LO SGUARDO SULLA MISERICORDIA

Contemplare Gesù, volto della misericordia

INDUSTRIALI DEL BUON DIO

GESÙ NON SI È FERMATO AI PIEDI DEL CALVARIO

CARMELI AMBULANTI

TUTTO ALLA PRESENZA DI GESÙ

NON USCIRE A SPARLARE DEL CRISTO

MARE IN TEMPESTA, NON TEMERE, INVOCA MARIA!

MAI NESSUNO MI HA VOLUTO BENE

APOSTOLO "CHI PERDE TEMPO TRADISCE LE ANIME"

PARLARE DELLE COSE NOSTRE

IL LAVORO UNA COSA SANTA

LA FIRMA IN BIANCO

DIO AL TELEFONO

CURA DEL SOLE

CARMELI AMBULANTI

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