PASSAPAROLA: SERVIRE

“Guarda i girasoli: s’inchinano al sole, ma se vedi uno che è inchinato un po’ troppo significa che è morto. Tu stai servendo, però non sei un servo. Servire è l’arte suprema. Dio è il primo servitore. Lui serve gli uomini, ma non è servo degli uomini”. Con queste parole, nel film “La vita è bella”, l’anziano zio spiega al giovane cameriere (interpretato da Benigni) l’importanza e la dignità della mansione di chi presta servizio agli altri. La parola “servizio” è una parola che, spesso, viene usata per dire proprio il contrario di ciò che essa significa e di ciò che vuole e deve essere. Con troppa superficialità nella nostra cultura il termine servo non piace, perché servire è considerato umiliante e, nel nostro modo di pensare comune, questa espressione richiama a un’occupazione degradante, mortificante, offensiva. Guai a rivolgersi a qualcuno chiamandolo “servo” o “schiavo”! Eppure “servire“ è una parola,…

UNITÀ DEI CRISTIANI: UTOPIA O CAMMINO?

Sul cammino dell'unità si continuano a muovere dei grandi passi, ma dobbiamo sempre più affidarlo alla promessa e fedeltà del Signore In gennaio, dal 18 al 25 si rivivrà la Settimana di Preghiera per l'Unità dei Cristiani sul tema"Potente è la tua mano, Signore!" (Es 15,6). "Promuovere il ristabilimento dell'unità fra tutti i cristiani è uno dei principali intenti del Vaticano II...". La volontà dei padri conciliari era chiara e ha trovato conferma, tra altri segni, nel memorabile abbraccio tra Paolo VI e il Patriarca ecumenico Atenagora a gennaio 1964 in Gerusalemme. Giovanni Paolo II, incontrando i cristiani di diverse comunioni nei paesi dell'Est Europa, riafferma: "Raggiungere l'auspicata comunione tra tutti i credenti potrà costituire, e costituirà certamente, uno degli eventi maggiori della storia umana". Il grande e santo Papa crede fortemente nella preghiera di Gesù e nell'enciclica "Ut unum sint - Perché siano una sola cosa" si dichiara disponibile…
SPIRITUALITA' E FORMAZIONE LA CHIAVE DI VOLTA DELLE RELAZIONI COMUNITARIE "Ciascuno di voi, con tutta umiltà, consideri gli altri superiori a se stesso" (Fil 2,3): deve essere la base di ogni nostra relazione Al commentare il testamento di don Ottorino, nel numero precedente ci eravamo detenuti sulle relazioni tra di noi. Don Ottorino ci proponeva che in esse ai fratelli che ci vivono accanto potessimo comunicare Gesù che vive in ciascuno di noi. Perché questo potesse avvenire ci diceva che dobbiamo "pensare e parlare sempre bene dei fratelli" e indicava una chiave di volta per poterlo realizzare, cioè "giudicarci non degni di vivere con i fratelli". Una espressione un po' forte e paradossale a prima vista, ma che se ben compresa ha un valore immenso, perché ci fa mettere alla base delle nostre relazioni l'atteggiamento della vera umiltà. È una espressione che ricalca quello di Paolo: "Ciascuno di voi, con…

PROFESSIONE PERPETUA DI LUIS E RAFAEL

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Carissimi, nei miei viaggi all'estero c'è una cosa che mi emoziona sempre, l'incontro tra chi arriva da lontano e chi lo aspetta all’aeroporto. Scene di festa, baci inumiditi da lacrime, abbracci interminabili abbarbicati uno all'altro senza voler più separarsi. Altrettanto bello e festoso l'incontro, seppur quotidiano tra le mura domestiche, dei bimbi che corrono ad aprire la porta a mamma, papà, nonni, che rientrano a casa. Sono le prime immagini che mi sono passate davanti quando mi sono proposto di parlare dell’incontro che ognuno di noi dovrebbe avere con Dio. Tutto dipende dall’amore. Se hai la grazia di sentire che papà Dio è innamorato di te, ti viene logico provare gioia quando puoi incontrarti con Lui. Preghiera allora vista come dovere o preghiera piacere? Preghiera intesa come formule imparate a memoria o preghiera cuore a cuore, occhi negli occhi, a tu per tu con il tuo Dio? É tutta qui…
SANTITÀ: MISURA ALTA E QUOTIDIANA DELLA VITA CRISTIANA Pur nella bellezza del moltiplicarsi di esperienze di spiritualità, di movimenti impegnati, di proposte forti con scelte anche radicali, ritengo che la sfida posta oggi dalla santità sia racchiusa anzitutto nella possibile significatività di un profilo ordinario e comune di vita cristiana. L'equivoco più grande avviene quando si percepisce la vita concreta come un ostacolo a essere cristiani, quasi una sorta di impossibilità a praticare il vangelo. Sotto sotto molti di noi dicono a se stessi: "Se non avessi gli impegni familiari, il lavoro che mi occupa e preoccupa, i soldi da gestire, gli affanni di ogni giorno ... sarei un bravo cristiano, potrei dedicarmi alla preghiera, avrei tempo per andare in chiesa, per leggere il vangelo, per pensare agli altri. Purtroppo devo vivere e vivere in questo nostro tempo!". La misura alta della vita cristiana corrisponde alla misura significativa di ogni…
EUROSIA BARBAN (1866-1932) Fu donna generosa, semplice e di grande fede Eurosia Barban (1866-1932), detta "Mamma Rosa': nacque a Quinto Vicentino e morì a Marola, dove visse e si distinse come sposa, mamma e catechista premurosa. Condusse la sua adolescenza e giovinezza nella preghiera, nel lavoro, nella semplicità e insegnò il catechismo nella parrocchia di Marola. Nel 1885, quando Rosina aveva 19 anni, accadde una disgrazia nella casa dei suoi vicini: una giovane sposa morì di un male incurabile, lasciando vedovo Carlo Barban di 23 anni, con due figliolette. Una situazione tragica che colpì profondamente la giovane Rosina, che accettò di accudire la casa come domestica. La sua opera continuò per sei mesi, poi dietro richiesta del giovane vedovo, seguendo il consiglio dei parenti e del parroco, accettò di sposarlo; vide in questo matrimonio la volontà di Dio. Eurosia confidò sempre nell'aiuto di Dio. Ebbe sette figli propri; a loro…
L'appuntamento si segnala prima ancora che per il contenuto, per il metodo che lo caratterizza. È infatti il risultato di un lavoro corale di più realtà della diocesi. È questo un fatto non scontato: mettersi insieme, fare rete costa sempre fatica, richiede di mettersi in gioco, di rinunciare a qualcosa per condividere assieme l'essenziale. Ma ne valeva la pena: il risultato è stato qualcosa di molto più grande e significativo di quanto si sarebbe potuto raggiungere, come si dice, arrangiandosi. Nel caso specifico la collaborazione ha consentito di evidenziare una storia corale di santità. Non è la "semplice" sommatoria del santo "di ciascuno", ma l'esplicitazione di una storia che appartiene a tutta la chiesa vicentina e di cui tutta la comunità diocesana (e non solo la singola congregazione o il singolo gruppo) deve essere grata. Lauro Paoletto direttore de La Voce dei Berici SANTITÀ: MISURA ALTA E QUOTIDIANA DELLA VITA…
INCONTRO SULLA SANTITÀ L'incontro ha avuto luogo a Vicenza nel Centro diocesano mons. Arnoldo Onisto l'11 marzo 2017 sul tema "Racconti di santità. Quale profilo della vita cristiana per il nostro tempo?". È stato proposto dalla famiglia di don Ottorino e promosso dall'ufficio di spiritualità della diocesi con la collaborazione della nostra congregazione, delle suore orsoline, dorotee, divina volontà, gruppi mamma Rosa e Bertilla Antoniazzi LA SANTITÀ COME UNITÀ NELLA CARITÀ Come ogni carisma anche quello donato da Dio a don Ottorino e a noi, il carisma dell'unità nella carità, è nella sua natura "diffusivo", cioè ha bisogno di essere continuamente donato perché non si spenga dentro di noi. Questa è la luce che ci ha guidati nell'iniziativa di proporre un incontro sulla santità per la nostra diocesi. Da subito ci è nata dentro la convinzione che la modalità stessa di preparare e fare l'incontro doveva essere segnata dall'unità nella…

PASSAPAROLA: SPIRITUALITA'

Si narra che un giorno, andando per le vie di Assisi, Francesco vide un muratore intento al lavoro; l’avvicinò e gli chiese: “Padrone mio che fate?” Quegli rispose: “Faccio muri da mattina a sera”. Con la sua abituale mansuetudine Francesco chiese ancora: “E perché fate muri tutto il giorno?” Rispose il muratore: “Per guadagnare quattro soldi!”. “E perché volete guadagnare dei soldi, fratello mio?” continuò a dirgli Francesco. "Per vivere”, gli rispose. “E perché vivete voi?”, fu la semplice domanda di Francesco. Ma il povero muratore non seppe rispondere; chinò la testa e rimase in silenzio. Questo racconto, nella sua disarmante semplicità, può essere di aiuto per comprendere il significato di una parola a cui attribuiamo, forse con eccessiva superficialità, un senso religioso. Nel suo significato più generale la parola spiritualità richiama qualcosa che va oltre la materia: è l’esperienza di interiorità che vive ogni persona quando non si lascia…
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